SINDROME DEL COLON IRRITABILE: UNA STORIA CHE SI RIPETE.

Ormai l’esperienza professionale ci può far affermare con estrema certezza che l’origine, le avvisaglie ed il panico nel quale si cade siano sempre gli stessi.

Spesso si parte da ragazzini con un sistema immunitario che inizia a manifestarsi debole, tonsilliti frequenti, cistiti ricorrenti, infezioni batteriche di vario tipo. Purtroppo, fino a qualche anno fa si credeva che l’antibiotico fosse salvifico senza nessun effetto indesiderato. Così venivano prescritti antibiotici ad ampio spettro che presi frequentemente cambiavano gradualmente la nostra fisiologia. Ma fin qui nessun sintomo, anzi… preso l’antibiotico, come per magia, tutto si risolveva. Cosi all’infezione successiva si riprendeva lo stesso antibiotico e cosi via per anni. In aggiunta oltre all’abuso dell’antibiotico, si sono sommati antidolorifici, antiacidi, antinfiammatori e così via. Ecco qui che abbiamo costruito la base di una disbiosi intestinale. Ma, ripeto, ancora nessun sintomo.

Ad un tratto si trova lavoro, ci si lascia con il compagno, ci si laurea e inizia così un qualsivoglia periodo stressante della vita. Non si è in grado di affrontare questo stress perché molto spesso neanche lo si riconosce. Si va avanti come se fossimo fatti di latta ma purtroppo il nostro equilibrio è più instabile di quel che pensiamo. Ed è cosi che un giorno hanno inizio i primi crampi alla pancia, le prime feci non compatte, il gonfiore addominale, la diarrea. Le prime volte si sottovaluta il sintomo, ci diciamo che può succedere, basterà mangiare in bianco ma purtroppo passano i giorni e la situazione non migliora.

Ci si rivolge al medico di base il quale se ci va bene prescrive dei fermenti lattici generici ma se ci va male un bel disinfettante intestinale. Ecco dato il colpo di grazia al nostro intestino. I sintomi sono molto vari si può avere diarrea o costipazione ostinata o molto frequentemente un’alternanza dei due sintomi. Il meteorismo invece è una costante. Il 90% delle donne con sindrome del colon irritabile si è sentita dire almeno una volta nella vita “auguri, non sapevo fossi incinta!”.

Da qui inizia il pellegrinaggio alla ricerca di una causa, buona parte dei medici vi dirà che è stress e devi cambiare vita (come se fosse semplice), altri ancora vi daranno un antispastico intestinale che non servirà a nulla, ma voi cercherete altrove… spenderete soldi per fare test delle intolleranze alimentari senza nessuna valenza scientifica, risulterete intolleranti al pollo, al tacchino e persino all’olio di oliva. Proverete questa dieta salvifica ma sarà un’ennesima delusione che vi farà crollare ancora di più nello sconforto.

Ma ciò che di più brutto consegue a questa sindrome è la perdita di serenità. L’intestino è il nostro secondo cervello e come tale purtroppo influenza ed è influenzato dal nostro cervello. Spesso si sviluppa una forma di ansia generalizzata, ma ciò che di peggio può succedere è che iniziamo ad aver paura dei posti chiusi e della socialità. Ci sono persone che con la sindrome del colon irritabile vanno in bagno anche 8-10 volte al giorno. È facile immaginare come questo possa impedire ed ostacolare lo svolgimento delle più normali attività come lavorare o fare un viaggio lungo in autobus o ancora fare un’escursione in montagna, tutte situazioni in cui trovare un bagno potrebbe diventare difficoltoso. È proprio da questo che si sviluppa l’ansia e la paura di poter incappare in situazioni imbarazzanti.

Il vero problema è che proprio quest’ansia innesca un circolo vizioso dal quale è difficilissimo uscire. Ci si auto monitora in modo quasi ossessivo, ogni minimo movimento intestinale o brontolio è un’avvisaglia che ci dice di stare in allerta, il peggio sta per succedere e da qui l’ansia sale ed il mal di pancia arriva per davvero questa volta. Bisogna correre in un bagno e questo ci fa dire: “se mi fosse successo dove non c’era un bagno sarebbe stata una tragedia”. Ecco che arriva il momento che la presenza di un bagno condiziona la nostra vita. Bisogna rompere il circolo vizioso!

Ci tengo a dirvi che da tutto questo se ne esce, bisogna avere molta forza di volontà, ma quando si sta così male la volontà sicuramente non manca. Cosa fare? Lo riassumo per punti:

  • contatta un gastroenterologo preparato che dai tuoi sintomi potrà fare una diagnosi. È il primo step necessario per poter affrontare questa situazione;

  • contatta un nutrizionista specializzato in trattamento di patologie intestinali per impostare un piano dietetico ad hoc e la giusta integrazione. Un enorme percentuale di pazienti risolve completamente la problematica con una dieta low fodmap (di cui abbiamo parlato diverse volte sulla nostra pagina Facebook ed in questo articolo sul nostro sito);

  • contatta una psicoterapeuta che ti aiuti ad interrompere il circolo vizioso dell’ansia.

Come può aiutarvi lo studio Alimentare?

Il nostro studio nasce con un’idea ben precisa, ossia quella di poter aiutare le persone utilizzando diversi approcci che mirino alla risoluzione della problematica alla base dei disturbi e non siano un semplice palliativo. Per questo la nostra equipe è formata da due Biologi Nutrizionisti, una Psicoterapeuta ed una Gastroenterologa. Il tempo ci ha dato ragione e possiamo affermare che è un approccio vincente e risolutivo. La parte più bella del nostro lavoro sta nel vedere che i pazienti riescono a reimpossessarsi della propria vita, senza limitazioni! Un paziente che ringrazia con il sorriso perché ha ritrovato la sua serenità è impagabile. Proprio per questo abbiamo unito le nostre forze per creare un centro che potesse divenire un punto di riferimento per chiunque soffra di problematiche intestinali, che possa accogliere da subito il paziente evitando che cada nel maremagnum che vi abbiamo raccontato.

2018-02-23T15:13:07+00:00