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REFLUSSO GASTROESOFAGEO

Il reflusso gastroesofageo si manifesta con ripetuti episodi di risalita del contenuto gastrico nell’esofago con conseguente azione irritativa sulla sua mucosa. A causa della forte acidità dei succhi gastrici, questi episodi portano generalmente a sviluppare un’infiammazione chiamata gastrite. I sintomi che insorgono solo: rigurgito acido, pirosi (bruciore retrosternale), dolore toracico, tosse cronica, raucedine, otiti e broncopolmoniti in assenza di cause locali. È una condizione molto diffusa nella popolazione, e si stima che circa il 5-7% della popolazione ne soffra.

Il motivo per cui è molto importante affrontare i sintomi del reflusso gastro-esofageo è che a lungo termine la continua erosione dell’esofago da parte dei succhi gastrici può portare allo sviluppo di tumori della laringe, ipofaringe, orofaringe, tonsille, nasofaringe e seni paranasali.

Quali sono le cause del reflusso gastroesofageo?

Quando mangiamo, il cibo dalla bocca scorre nell’esofago per poi finire all’interno dello stomaco attraverso lo sfintere esofageo inferiore. In situazioni normali, lo sfintere esofageo inferiore contiene i succhi gastrici all’interno dello stomaco in modo tale che non fuoriescano e corrodano l’esofago. Ci sono alcune situazioni in cui lo sfintere non riesce a contenere bene i succhi gastrici, ed in questo caso siamo davanti ad una situazione di reflusso gastroesofageo, che è correlato a diverse condizioni:

  • Alimentazione sbilanciata, ricca in grassi, cioccolata e menta
  • Obesità;
  • Gravidanza;
  • Utilizzo ricorrente di FANS;
  • Stress;
  • Fumo;
  • Problemi posturali;
  • Ernia iatale.

Terapia farmacologica per il reflusso gastroesofageo

Attualmente il reflusso gastroesofageo viene trattato farmacologicamente con 2 classi di molecole: gli inibitori di pompa protonica (PPI) e i farmaci anti recettori H2 dell’istamina (H2RA). Entrambi questi tipi di farmaci hanno l’obiettivo di ridurre l’acidità dello stomaco, rendendo meno irritante il succo gastrico sull’esofago. La loro efficacia è generalmente molto buona nella riduzione dei sintomi tipici. Questa terapia infatti è necessaria nella fase acuta della sintomatologia, ma serve esclusivamente a contenere i sintomi e a proteggere l’esofago dalla continua erosione da parte dei succhi gastrici. Se non si agisce, quando si può, su alcune cause della patologia, i sintomi si ripresenteranno una volta interrotta la terapia. È dunque necessario intraprendere alcuni cambiamenti nel proprio stile di vita.

Cambiamento dello stile di vita e indicazioni nutrizionali

Ecco alcune azioni che aiutano a ridurre la sintomatologia del reflusso gastroesofageo:

  • Riduzione dell’obesità;
  • Praticare sport, senza eccessi;
  • Fare piccoli pasti e frequenti;
  • Mangiare lentamente, masticando con calma i bocconi;
  • Non bere abbondantemente durante i pasti;
  • Attendere almeno 3 ore prima di coricarsi;
  • Dormire tenendo rialzata la parte superiore del corpo o coricandosi sul fianco sinistro.

Dal punto di vista prettamente alimentare bisogna:

  • Evitare cibi e bevande troppo calde o troppo fredde;
  • Ridurre il quantitativo di cibi grassi utilizzati durante la giornata: in particolare limitare i formaggi;
  • Evitare cibi fritti e cibi già pronti;
  • Limitare i superalcolici;
  • Limitare il caffè e la cioccolata.

Il nutrizionista, dunque, dovrà riuscire a trovare un equilibrio tra tutte queste indicazioni e le esigenze dell’individuo, cercando di conciliare i suoi gusti con le esigenze caloriche e le esigenze di riduzione della sintomatologia.

Bibliografia

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