Amenorrea

Amenorrea2018-06-22T08:37:59+00:00

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AMENORREA

L’amenorrea è quella condizione clinica caratterizzata dall’assenza di mestruazioni e può essere primaria, se non si è mai presentata la prima mestruazione, o secondaria, se non si ha la mestruazione da almeno 6 mesi consecutivi.

Diverse sono le cause dell’amenorrea, e tra queste troviamo:

  • Difetti anatomici dell’apparato riproduttivo femminile;
  • Insufficienza ovarica;
  • Problematiche genetiche (la sindrome di Turner, l’emocromatosi ereditaria o la Sindrome da insensibilità agli androgeni);
  • Disfunzioni endocrine (derivante da sindrome dell’ovaio policistico, sindrome di Cushing iperprolattinemia e Ipopituitarismo);
  • Uso di psicofarmaci o di oppiacei;
  • Amenorrea ipotalamica.

Ovviamente alcune di queste cause non sono modificabili, come i difetti anatomici e i difetti genetici. Dall’altra parte ci sono alcune condizioni in cui si può agire in diversi modi, ossia nei casi di amenorrea dovuti a stress, all’assunzione di psicofarmaci o di oppiacei, al sottopeso, allo stress psicofisico e dunque ad un’amenorrea di tipo ipotalamico.

In particolare, l’alimentazione può avere un ruolo importante sull’amenorrea nei casi di Sindrome dell’ovaio policistico e di amenorrea Ipotalamica.

Della sindrome dell’ovaio policistico e di come affrontarlo dal punto di vista nutrizionale, ne abbiamo già parlato in questa scheda; ora parliamo di come agire nel caso di amenorrea ipotalamica.

COS’È L’AMENORREA IPOTALAMICA?

Alla maggior parte delle donne che soffre di amenorrea è stato diagnosticato l’ipogonadismo ipotalamico funzionale, ossia una ridotta produzione di gonadotropine a livello ipotalamico, senza che ci sia una causa organica. La causa principale di questa condizione è lo stress psicofisico, a volte associato a diete restrittive protratte per molto tempo e ad un’attività sportiva molto intensa. Un esempio emblematico è la ballerina che svolge lunghi periodi di allenamento intenso seguito però da un’alimentazione molto stretta perché deve mantenere un corpo esile. Tutte queste condizioni fisiche, psichiche e metaboliche, chiamate “stressor”, inibiscono appunto il rilascio di gonadotropine a livello ipotalamico, che a cascata inducono un malfunzionamento dell’asse riproduttivo.

È interessante notare che questa risposta negativa dell’ipotalamo non è altro che un meccanismo di protezione del nostro organismo: il corpo evita che ci sia una gravidanza nel momento in cui non può permetterselo, altrimenti si metterebbe a rischio la vita della madre; è dunque più saggio aspettare un momento più favorevole.

QUALI SONO I CONSIGLI NUTRIZIONALI?

L’alimentazione può essere di forte aiuto nel recupero di una corretta fisiologia. Va ribadito però che il processo che porta al ritorno delle mestruazioni può essere lungo e non bisogna aspettarsi dei risultati immediati. Inoltre, i consigli nutrizionali non devono essere isolati da altri aspetti da tenere sotto controllo, ossia tutti gli altri stressor. Bisogna dunque affrontare anche gli stress di tipo psicologico e fisico, e dunque ridurre l’esercizio fisico nel caso in cui ci sia sovrallenamento.

Dal punto di vista nutrizionale, bisogna intanto considerare che non si potrà seguire una dieta ipocalorica, dal momento che questo porterebbe al corpo un altro segnale di stress che renderebbe ancora più difficile il ritorno delle mestruazioni. Il dimagrimento potrà essere perseguito solamente dopo che l’ equilibrio dal punto di vista ipotalamico e ovarico si sarà risabilito. La dieta dovrà dunque essere innanzitutto una dieta normocalorica, a meno che la paziente non sia sottopeso: in questo caso il recupero della situazione di normopeso è fondamentale.

Le linee guida del piano alimentare da seguire saranno comunque basate sull’equilibrio e sui principi di una dieta mediterranea di qualità:

  • Non seguire diete a basso contenuto di carboidrati;
  • Non seguire diete a basso contenuto di grassi, anzi includere una buona quantità di grassi funzionali, prevalentemente monoinsaturi (ad es. l’olio extravergine di oliva) e polinsaturi (omega 3, olio di semi di lino);
  • Assumere proteine in buona quantità, soprattutto da alimenti nobili come il pesce pescato, la carne proveniente da allevamenti al pascolo e da uova biologiche.

Il nutrizionista dunque elaborerà una dieta secondo questi principi, considerando le necessità della singola persona e considerandone eventualmente alcuni aspetti psicologici che potrebbero contribuire all’insorgenza dell’amenorrea. Eventualmente potrà valutare l’integrazione con vitamina D, vitamina B12, folati e zinco in seguito alla valutazione delle necessità nutrizionali.

BIBLIOGRAFIA

  PATOLOGIE

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