La menopausa deve esser affrontata da molti punti di vista: iniziamo con un giusto approccio nutrizionale.

Tutte le donne sanno cos’è la menopausa e quali i disturbi associati. É uno stato fisiologico a cui generalmente si arriva intorno ai 50 anni a causa di forti cambiamenti ormonali. Proprio questo stravolgimento ormonale è responsabile dei fastidiosi sintomi della menopausa. Primi fra tutti gli sbalzi d’umore, le vampate, la secchezza della pelle, il meteorismo, la tensione addominale, il rallentamento metabolico e la ridistribuzione del grasso corporeo. Il calo degli estrogeni inoltre rende la donna maggiormente vulnerabile alle patologie cardiache, all’ipertensione, all’ictus ecc..

E’ un percorso naturale che ha conseguenze fisiche e psicologiche. Il primo passaggio necessario per viver bene questo periodo è scuramente la sua accettazione. Bisogna innanzitutto imparare ad accettare i ritmi più dolci e meno serrati che questa fase richiede.

Ma quali sono i problemi? E soprattutto, quali le soluzioni?

Innanzitutto una dieta ricca in omega-3 è un perfetto antidoto per contrastare l’aumentato rischio cardiovascolare che incombe a causa del calo degli estrogeni. Gli omega-3 sono molto presenti nel pesce quindi la prima regola è: pesce azzurro almeno 2 volte a settimana!

Inoltre, l’olio extravergine di oliva presenta un ottimo bilanciamento tra omega6 e omega3 risultando un alimento prezioso in questa fase della vita.

Poi… Uno dei principali problemi associati al calo ormonale sono sicuramente le vampate di calore e gli sbalzi d’umore, ma anche qui la natura ci viene incontro. In natura vi sono degli alimenti come la soia che producono degli ormoni definiti fitoestrogeni che mimano la funzione degli estrogeni nella donna. Ad oggi non vi sono dati in letteratura estremamente convincenti sulla funzione di questi elementi ma nel tempo si è osservato come le donne orientali che mangiano soia in quantità molto maggiori risentano molto meno dei problemi associati alla menopausa. Ci sono però alcune difficoltà nell’applicare queste osservazioni alla nostra popolazione. La donna occidentale infatti ha un microbioma (batteri intestinali) differente rispetto a quello della donna orientale, e questo è il motivo per cui siamo in grado di metabolizzare meno efficentemente la soia. Anche qui però abbiamo una soluzione: alti livelli di fitoestrogeni sono presenti anche in altri alimenti, quali i semi di lino e di girasole, il rabarbero, la salvia o il grano saraceno. L’assunzione di questi alimenti ricchi in fitoestogeni aiuta quindi a compensare la carenza ormonale estrogenica, mitigando i sintomi tipici della menopausa.

Un altro problema altrettanto importante in menopausa è l’osteoporosi. Il calo degli estrogeni causa una riduzione nell’assorbimento del calcio e nel livello di vitamina D, ambedue indispensabili per il corretto mantenimento delle ossa. Come ci si può aiutare? La prima fonte di calcio sono il latte e i suoi derivati. In alternativa, se vi sono intolleranze al lattosio o se si vuole perder peso e dunque si vuole limitare l’assunzione di latticini, esistono altre fonti ricchissime in calcio. Il calcio infatti lo possiamo trovare anche in una famiglia di vegetali definiti Crucifere (Broccoli, Cavolfiore, cavoli, broccoletti, ecc.) che hanno il vantaggio di un elevata biodisponibilità e di una ridotta quantità di grassi.

Ricordiamoci infine che, come per la menopausa, per ogni stato fisiologico del corpo umano esistono tanti strumenti naturali che possono venirci incontro. L’alimentazione, dunque, può aiutarci.